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#1 04-07-2009 11:00

Gavino Balata
Utente

L'algherese ci interessa veramente?

Salve a tutti,
Questo è il mio primo intervento sul Forum di Alguer.it quindi credo sia un gesto indispensabile di buona educazione presentarmi.

Mi chiamo Gavino Balata (si … Balata quelli delle macchine per cucire al corso …. siamo solo noi ….), sono prossimo ai 30 anni e da un po’ anche per motivi familiari e professionali, mi interesso della questione linguistica del catalano di Alghero.

Anche per questo motivo, se vorrete partecipare a questa discussione, noterete che ogni mio intervento sarà bilingue e fin d’ora invito tutti a scrivere, se vogliono, anche in algherese. Non importa se la grammatica e l’ortografia sono imperfette, anch’io sto imparando e voglio precisare che di mestiere non faccio né il filologo né l’insegnante di catalano.
La domanda che voglio rivolgere agli algheresi cui interessa la faccenda è:

COSA PENSATE SI POSSA FARE O SI DEBBA FARE, PER MIGLIORARE LO STATO DI SALUTE DELLA NOSTRA LINGUA?

Dico “agli algheresi cui interessa la faccenda”, perché nutro ancora la speranza che ci sia gente che rifiuti di perdere una parte così importante della propria identità, qualcosa che ci rende speciali e unici rispetto agli altri, e che con gli altri possiamo condividere. Ho avuto molto a che fare con i nostri germans catalani e devo dire che il contatto giornaliero con loro mi ha fatto capire che non importa quanto grande sia “nemico linguistico” con cui si ha a che fare, se si vuole continuare o riprendere a parlare come i nostri nonni e i nostri avi, perché siamo algheresi e niente più...

Quando parlo di “nemico linguistico”, vorrei che nessun “sardofono” o “italianofono”si offendesse e che capisse lo spirito del mio intervento. Io rispetto moltissimo la lingua sarda (o le lingue sarde) e penso che il discorso che sto portando avanti sia comune a tutte le minoranze linguistiche che in quanto tali devono “combattere” contro un “nemico” per sopravvivere (lo spagnolo, l’italiano, il sardo, l’inglese per i gaelici dell’Irlanda- e per alcuni italiani - eccetera).

Che nessuno si senta escluso da questa questione per motivi culturali. Se questa faccenda della lingua la lasciamo solamente agli intellettuali, non andremo da nessuna parte! Questo discorso non si può fare senza il contributo de la gente normale, non avrebbe senso. Se no, andrà a finire come con il latino che, a forza d’essere considerato una lingua colta,ha visto ridurre sempre di più il suo ”bacino di utenti”, e ora si parla solo in Vaticano ( e che non mi vengano a dire che lo parlano tutti perché non ci credo!).

A chi vuol contribuire a questa discussione, preciso che non m’interessano solo le iniziative che “la Comune” o la Regione possono mettere in atto per raggiungere l’obiettivo; m’interessano anche e soprattutto le idee che l’algherese medio ha in materia.
Le discussioni sulle responsabilità presunte o reali delle Amministrazioni non servono alla causa: sono sterili e si risolvono sempre in una baralla tra guelfi e ghibellini, pdl e pd, la velina mora o la velina bionda, si o no, “ma io il vino rosso lo bevo anche col pesce……. “ “Noooo! Blasfemoo!” e via dicendo.

Per permettere a tutti di partecipare, anche a coloro che non sono registrati al Forum di Alguer .it abbiamo aperto anche un indirizzo di posta elettronica al quale inviare le proprie considerazioni ( ituquepenses@gmail.com ). Mi incaricherò io di pubblicarle.

Concludo (e mi scuso per la lunghezza) con una frase adattata da un discorso di JFK, forse un po’ retorica, ma che racchiude il significato del mio intervento: “ Don't ask what your country can do for you...ask what you can do for your country”(no te preguntis que pot fer lo país teu per a tu, pregunta-te lo que tu mateix pots fer per al teu país (o per a la tua llengua)”.

Gavino(Algherese-Scozzese-Catalanoparlante-Belgioresidente)

____________________________________________________________________
Bon Dia a tots,
aqueixa és la mia primera intervenció al Forum de Alguer.it doncs crec que sigui un gest indispensable de bona educació presentar-me.

M’avis Gavino Balata (sí… Balata los de las màquines de cosir a Sant Francesc, ….sem sol mosaltros ….), só a prop dels trenta anys i ja fa un poc de temps que, per motius familiars i professionals, m’ interesso de la qüestió de la llengua catalana algueresa a l’Alguer.

També per aqueix motiu, si volguereu  participar a aquesta conversa, notareu que cada una de les mies intervencions siguerà bilingüe i, fins d’ara, convido a tots a escriure, si ne teniu gana, també en alguerès. No importa si la gramàtica o l’ortografia són imperfectes, jo també estic aprenent i vull precisar que mon treball no és ni el de filòleg ni el de professor de català.

La pregunta que vull fer als algueresos als quals interessi la qüestió és:

COSA PENSEU QUE SE PUGUI FER O QUE SE TENGUI DE FER, PER MILLORAR L'ESTAT DE SALUT DE LA NOSTRA LLENGUA?

Dic “als algueresos als quals interessi la qüestió”, perquè encara tenc l’esperança que hi hagi gent que refuti de perdre una part tan important de la sua identitat, una cosa que mos fa especials i únics davant dels altros, i que amb els altros podem compartir. He tengut molt a que fer amb els nostros germans catalans i tenc de diure que lo contacte de cada dia amb ells m’ha fet comprendre que no importa quant gran sigui l’”enemic lingüístic” amb el qual mos havem de enfrontar, si volem continuar o volem reprendre a parlar  com feven els nostros iaios i els nostros avantpassats, solament perquè sem algueresos. No hi ha un altro motiu...

Quan parlo d’“enemic lingüístic” volgueriva que ningun “sardòfon”o “italiòfon” s’ofengués i que comprengués, l‘esperit de la mia intervenció. Jo respecto assai la llengua sarda( o les llengües sardes) i penso que el discurs que estic tirant endavant sigui comú a totes les minories lingüístiques que, per definició, han de “combatre” contra d’un “enemic” per sobreviure (l’espanyol, l’italià, el sard, l’anglès per als  gaèlics Irlandesos -i també per alguns italians - etcètera).

Que ningú se senti exclòs d’aquesta qüestió per motius de cultura. Si això de la llengua lo deixem sol als intel•lectuals no anirà enlloc! Aqueix discurs no se pot fer sense la contribució de la gent normal, no té sentit. Si no, acabarà com el llatí, que a força d’ésser considerada la llengua de la cultura, ha estat parlat sempre per poquíssima gent i ara se parla sol al Vaticà ( i que no em diguin que el parlen tots perquè no hi crec!).

A qui vol contribuir a aqueixa txatxarada, preciso que no m’interessen sol les iniciatives que “la Comune” o la Regió poden posar en marxa per complir l’objectiu; m’interessen també i sobretot les idees que l’alguerès mitjà, té sobre aqueix argument.
Les discussions sobre les responsabilitats hipotètiques o reals de les administracions no serveixen per arrès: són estèrils i s’acaba sempre amb una baralla entre güelfs i gibel•lins, pdl i pd, la velina morena i la velina rossa, si o no, “però, jo lo vi negre me’l bec també amb lo peix””Noooo! Flastomador!”i així seguint.

Per permetre a tots de participar, també a aquells que no estan registrats al Forum de Alguer .it, havem obert també una adreça de email a la qual se podràn enviar les respostes( ituquepenses@gmail.com ). M’encarregaré jo de pubblicar-les.

Tanco (i demano perdó per la llonguesa) amb una frase adaptada d’un discurs de JFK, potser un poc retòrica, però que resumeix el sentit de la mia intervenció: “ Don't ask what your country can do for you...ask what you can do for your country”(no te preguntis que pot fer lo teu país per a tu, pregunta-te lo que tu mateix pots fer per al teu país (o per a la tua llengua)”.

Gavino(Alguerès-Escocès-Catalanoparlant-Belgaresident)


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#2 04-07-2009 16:14

Tore Marrosu
Utente

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Io so sempre cunvinsit che, antrant a una butiga, si lu duegnu o la comessa palan en algueres, lu client, sighi o no alguerese, risivi una impressiò mes del gloc.
Pecosa lus butugaius non domanan a las comessas si, oltras a l'ingles saban palà l'algueres? Coma requisit preferenzial a la assunziò?

Adios.

PS: scriviocome parlo (o quasi) e Gavino (che saluto) mi perdonerà.

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#3 04-07-2009 16:58

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Gavino Balata ha scritto:

Salve a tutti,
Questo è il mio primo intervento sul Forum di Alguer.it quindi credo sia un gesto indispensabile di buona educazione presentarmi.

Mi chiamo Gavino Balata (si … Balata quelli delle macchine per cucire al corso …. siamo solo noi ….), sono prossimo ai 30 anni e da un po’ anche per motivi familiari e professionali, mi interesso della questione linguistica del catalano di Alghero.

Anche per questo motivo, se vorrete partecipare a questa discussione, noterete che ogni mio intervento sarà bilingue e fin d’ora invito tutti a scrivere, se vogliono, anche in algherese. Non importa se la grammatica e l’ortografia sono imperfette, anch’io sto imparando e voglio precisare che di mestiere non faccio né il filologo né l’insegnante di catalano.
La domanda che voglio rivolgere agli algheresi cui interessa la faccenda è:

COSA PENSATE SI POSSA FARE O SI DEBBA FARE, PER MIGLIORARE LO STATO DI SALUTE DELLA NOSTRA LINGUA?

Dico “agli algheresi cui interessa la faccenda”, perché nutro ancora la speranza che ci sia gente che rifiuti di perdere una parte così importante della propria identità, qualcosa che ci rende speciali e unici rispetto agli altri, e che con gli altri possiamo condividere. Ho avuto molto a che fare con i nostri germans catalani e devo dire che il contatto giornaliero con loro mi ha fatto capire che non importa quanto grande sia “nemico linguistico” con cui si ha a che fare, se si vuole continuare o riprendere a parlare come i nostri nonni e i nostri avi, perché siamo algheresi e niente più...

Quando parlo di “nemico linguistico”, vorrei che nessun “sardofono” o “italianofono”si offendesse e che capisse lo spirito del mio intervento. Io rispetto moltissimo la lingua sarda (o le lingue sarde) e penso che il discorso che sto portando avanti sia comune a tutte le minoranze linguistiche che in quanto tali devono “combattere” contro un “nemico” per sopravvivere (lo spagnolo, l’italiano, il sardo, l’inglese per i gaelici dell’Irlanda- e per alcuni italiani - eccetera).

Che nessuno si senta escluso da questa questione per motivi culturali. Se questa faccenda della lingua la lasciamo solamente agli intellettuali, non andremo da nessuna parte! Questo discorso non si può fare senza il contributo de la gente normale, non avrebbe senso. Se no, andrà a finire come con il latino che, a forza d’essere considerato una lingua colta,ha visto ridurre sempre di più il suo ”bacino di utenti”, e ora si parla solo in Vaticano ( e che non mi vengano a dire che lo parlano tutti perché non ci credo!).

A chi vuol contribuire a questa discussione, preciso che non m’interessano solo le iniziative che “la Comune” o la Regione possono mettere in atto per raggiungere l’obiettivo; m’interessano anche e soprattutto le idee che l’algherese medio ha in materia.
Le discussioni sulle responsabilità presunte o reali delle Amministrazioni non servono alla causa: sono sterili e si risolvono sempre in una baralla tra guelfi e ghibellini, pdl e pd, la velina mora o la velina bionda, si o no, “ma io il vino rosso lo bevo anche col pesce……. “ “Noooo! Blasfemoo!” e via dicendo.

Per permettere a tutti di partecipare, anche a coloro che non sono registrati al Forum di Alguer .it abbiamo aperto anche un indirizzo di posta elettronica al quale inviare le proprie considerazioni ( ituquepenses@gmail.com ). Mi incaricherò io di pubblicarle.

Concludo (e mi scuso per la lunghezza) con una frase adattata da un discorso di JFK, forse un po’ retorica, ma che racchiude il significato del mio intervento: “ Don't ask what your country can do for you...ask what you can do for your country”(no te preguntis que pot fer lo país teu per a tu, pregunta-te lo que tu mateix pots fer per al teu país (o per a la tua llengua)”.

Gavino(Algherese-Scozzese-Catalanoparlante-Belgioresidente)

____________________________________________________________________
Bon Dia a tots,
aqueixa és la mia primera intervenció al Forum de Alguer.it doncs crec que sigui un gest indispensable de bona educació presentar-me.

M’avis Gavino Balata (sí… Balata los de las màquines de cosir a Sant Francesc, ….sem sol mosaltros ….), só a prop dels trenta anys i ja fa un poc de temps que, per motius familiars i professionals, m’ interesso de la qüestió de la llengua catalana algueresa a l’Alguer.

També per aqueix motiu, si volguereu  participar a aquesta conversa, notareu que cada una de les mies intervencions siguerà bilingüe i, fins d’ara, convido a tots a escriure, si ne teniu gana, també en alguerès. No importa si la gramàtica o l’ortografia són imperfectes, jo també estic aprenent i vull precisar que mon treball no és ni el de filòleg ni el de professor de català.

La pregunta que vull fer als algueresos als quals interessi la qüestió és:

COSA PENSEU QUE SE PUGUI FER O QUE SE TENGUI DE FER, PER MILLORAR L'ESTAT DE SALUT DE LA NOSTRA LLENGUA?

Dic “als algueresos als quals interessi la qüestió”, perquè encara tenc l’esperança que hi hagi gent que refuti de perdre una part tan important de la sua identitat, una cosa que mos fa especials i únics davant dels altros, i que amb els altros podem compartir. He tengut molt a que fer amb els nostros germans catalans i tenc de diure que lo contacte de cada dia amb ells m’ha fet comprendre que no importa quant gran sigui l’”enemic lingüístic” amb el qual mos havem de enfrontar, si volem continuar o volem reprendre a parlar  com feven els nostros iaios i els nostros avantpassats, solament perquè sem algueresos. No hi ha un altro motiu...

Quan parlo d’“enemic lingüístic” volgueriva que ningun “sardòfon”o “italiòfon” s’ofengués i que comprengués, l‘esperit de la mia intervenció. Jo respecto assai la llengua sarda( o les llengües sardes) i penso que el discurs que estic tirant endavant sigui comú a totes les minories lingüístiques que, per definició, han de “combatre” contra d’un “enemic” per sobreviure (l’espanyol, l’italià, el sard, l’anglès per als  gaèlics Irlandesos -i també per alguns italians - etcètera).

Que ningú se senti exclòs d’aquesta qüestió per motius de cultura. Si això de la llengua lo deixem sol als intel•lectuals no anirà enlloc! Aqueix discurs no se pot fer sense la contribució de la gent normal, no té sentit. Si no, acabarà com el llatí, que a força d’ésser considerada la llengua de la cultura, ha estat parlat sempre per poquíssima gent i ara se parla sol al Vaticà ( i que no em diguin que el parlen tots perquè no hi crec!).

A qui vol contribuir a aqueixa txatxarada, preciso que no m’interessen sol les iniciatives que “la Comune” o la Regió poden posar en marxa per complir l’objectiu; m’interessen també i sobretot les idees que l’alguerès mitjà, té sobre aqueix argument.
Les discussions sobre les responsabilitats hipotètiques o reals de les administracions no serveixen per arrès: són estèrils i s’acaba sempre amb una baralla entre güelfs i gibel•lins, pdl i pd, la velina morena i la velina rossa, si o no, “però, jo lo vi negre me’l bec també amb lo peix””Noooo! Flastomador!”i així seguint.

Per permetre a tots de participar, també a aquells que no estan registrats al Forum de Alguer .it, havem obert també una adreça de email a la qual se podràn enviar les respostes( ituquepenses@gmail.com ). M’encarregaré jo de pubblicar-les.

Tanco (i demano perdó per la llonguesa) amb una frase adaptada d’un discurs de JFK, potser un poc retòrica, però que resumeix el sentit de la mia intervenció: “ Don't ask what your country can do for you...ask what you can do for your country”(no te preguntis que pot fer lo teu país per a tu, pregunta-te lo que tu mateix pots fer per al teu país (o per a la tua llengua)”.

Gavino(Alguerès-Escocès-Catalanoparlant-Belgaresident)

Gavino hai avuto una bella idea (Gavino as tangut una bona idea !!!) Benvenuto con noi ( Benvengut a ma mus altrus)

Ps. Gavino correggi i miei errori (scrivo come lo pronuncio percio' avro' scritto male qualcosa )

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#4 04-07-2009 17:33

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Io ovviamente sono l'ultima persona che dovrebbe intervenire sulla "questione linguistica", essendo un modenese trapiantato ad Alghero da 8 anni, ma se mi è permesso ... dissento dal utilizzare energie pubbliche per introdurre sia la lingua sarda che l'algherese nelle scuole, a meno che non sia in forma opzionale.


Pur capendo la valenza che la preservazione di lingue locali rappresenti per le tradizioni dei singoli popoli, non si può non notare il divario di preparazione, che la Gelmini non ha certo migliorato, che ci separa da altre realtà, abbiamo tutt'oggi ragazzi che escono dalle scuole dell'obbligo che sanno parlare male l'italiano, quasi nulla di inglese e poco di computer....chiediamoci dove vogliamo andare, visto che la conoscenza dell'inglese e l'uso del computer sono requisiti ormai indispensabili anche in Italia (all'estero non lo chiedono più nel curriculum formativo di chi viene assunto perchè per loro è scontato).

Quindi
1° Insegnamo l'italiano
2° insegnamo l'inglese come se fosse una prima lingua e non un optional
3° Insegnamo l'uso del pc, dei programmi base e di internet
4° Insegnamo l'educazione civica
5° per chi vuole (ma soprattutto chi tempo e capacità) può imparare l'algherese il sardo e religione (quest'ultima dovrebbe essere inserita come approfondimento storico culturale comparando le diverse religioni ed il preciso contesto storico nel momento della loro nascita e sviluppo).


Proverbio cinese
Lo sciocco ha mille certezze, il saggio non ne ha alcuna.

Ora Tocca a Te http://www.beppegrillo.it/movimento/iscriviti.php

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#5 04-07-2009 20:12

Gavino Balata
Utente

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Bona tarda a tots
incollerò qui di seguito i primi due interventi che ho ricevuto all' indirizzo di questa discussione ituquepenses@gmail.

Penjo aquí baix les primeres dues intervencions que he rebut a l'adreça ituquepenses@gmail.

Amo molto la mia città, fa parte di me, sono le mie radici e il mio mondo interiore.
Sono partita da alghero giovanissima, senza la mia famiglia. Ciò che mi ha permesso di mantenere vive le mie radici e quel mio mondo interiore è proprio la mia lingua che ho sempre palato ogni volta che mi si presenta l'occasione, fortunatamente incontro sempre gente di Alghero e non mi faccio sfuggire l'opportunità di parlare in algherese. Chi non lo fa non sa cosa si perde. Ogni volta che mi è possibile torno ad Alghero, la trovo sempre diversa. migliorata e cresciuta, come me, ma è sempre la mia Alghero!!!


Alcuni anni fa, in India,durante un viaggio in treno, ero seduto accanto ad una signora, evidentemente non indiana, con la quale iniziai una di quelle conversazioni disperate...tanto per combattere la noia. Entrambi parlavamo malamente l`inglese e non ricordo niente di quella conversazione...distratta; ma, ad un tratto, tutto cambio': la signora era di Barcellona.
Subito, col mio algherese stentato imparato da raggazzo per strada (a casa si parlava solo italiano),le dissi di essere algherese. Il volto della signora si illumino' e per oltre due ore la noia fu dimenticata, tutto divento' interessantissimo e l`inglese fu immediatamente accantonato; la conversazione continuo' in catalano da parte sua ed in algherese da parte mia...FANTASTICO!

     Ad un tratto la signora improvvisamente si interruppe nel bel mezzo del suo discorso, stette alcuni istanti pensierosa e quindi sbotto':"MA MIRA TU, QUI TANIVA DE VANI' AN INDIA PE TRUBA' UN ALGARES QUI PALLA CATALANO', quindi si abbandono' ad una risata fragorosa che duro' a lungo.Quando, con gli occhi che le lacrimavano,riusci' a darsi un contegno, si accorse della mia espressione di stupore e a mo' di scusa mi spiego' che alcuni anni prima era stata in vacanza ad Alghero e per tutti i quindici giorni della sua permanenaza nella citta'..."catalana" non aveva trovato nessuno, ma proprio nessuno, che parlasse anche malamente il catalano.

                    Se a qualcuno interessa il mioparere sull`algherese, eccolo:
     l`algherese e' una parlata bellissima, che rispecchia inconfondibilmente il nostro carattere e deve restare  cosi', con i suoi italianismi, con i suoi sardismi, ma anche con i suoi arcaismi, rispetto al catalano originario. Io non parlavo piu' l' algherese da oltre dieci anni, eppure con la signora di cui trattasi abbiamo condotto una conversazione durata oltre due ore, intendendoci a meraviglia, lei col suo catalano normalizzato ed io col mio algherese di strada. Stiamo attenti, il catalano non corre rischi ma l`algherese e' quasi morto e la mania del catalano potrebbe dargli il colpo di grazia.
   
       Un bacione a tutti voi che non so chi siate ed un bacione a tutti gli algheresi che amo tanto..

                   
Swami Svatmo Jikra                    nome iniziatico

All`anagrafe faccio                               Niolu Salvatore

per gli algheresi di mezza eta' sono          Tore Niolu

  e per i piu' anziani                                 LU FIL DE GRAZIALLEI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

   CIAO CIAO!

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#6 04-07-2009 22:43

Gavino Balata
Utente

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Eccoci qui
con piacere vedo che piano piano il topic sta iniziando a solleticare le opinioni della gente.

Propongo, con il vostro permesso, una novità. Apriamo un’altra discussione dove chiunque può postare dubbi sulla grammatica, l'ortografia eccetera. Chi è in grado e se la sente, potrà rispondervi, fermo restando che qui sino a prova contraria siamo tutti alunni. Se poi tra noi c'è un professore o qualcuno che ne sa un po' di più tanto meglio... lo "coopteremo"e ci aiuterà a vederci chiaro e a fare meno errori.

Tornando all'argomento, ho trovato interessanti le idee e le storie sino a ora pervenute e spero che con la vostra collaborazione(fate girare la voce!!) anche altri possano apportare il loro contributo.

In particolare l'osservazione di Alessio, che dice delle cose a mio avviso tanto chiare quanto condivisibili. 
Io penso che l'algherese nelle scuole sia il grande obiettivo da raggiungere.
Alessio giustamente dice, con i tempi che corrono e nello stato in cui versano i nostri ragazzi e le nostre scuole, ci sono altre priorità per spendere i (pochi) soldi pubblici. Sono d'accordo, ma non solo per il motivo monetario.

Infatti l'algherese nelle scuole deve entrare in maniera obbligatoriamente facoltativa. E scusate l'ossimoro.
Intendo dire che, se c'è qualcosa che possiamo imparare dall’esperienza catalana, è che il modo migliore per rendere una lingua odiosa è imporla.

Durante il franchismo, il catalano era proibito, non si poteva parlare negli uffici pubblici e per strada. In compenso lo spagnolo era obbligatorio. Col risultato che nelle case a sera, la gente chiudeva le porte e le finestre, bisbigliava in catalano e covava rancore verso la dittatura rappresentata dallo spagnolo (che sarebbe più corretto chiamare Castigliano). Quindi io credo che se dobbiamo spingere per introdurre l'algherese nelle scuole, questo va fatto lasciando agli studenti e alle loro famiglie la possibilità di scegliere se abbracciare o no questa lingua liberamente, per spirito di appartenenza, per amore della cultura o per curiosità. Così come il teatro, lo sport, la musica e tutte le altre attività extracurriculari.

Io ho fatto il liceo classico e non ho mai sentito nessuno dei miei compagni di scuola, neanche i più bravi o i più masochisti, dire” che bello ora c’è il compito di latino, non vedo l’ora!” oppure” evvai!! Ora giù con tre ore di greco, speriamo che il prof m’interroghi!!”. Questo perché latino e greco erano imposti, e per forza di cose un adolescente reagisce all’imposizione col rifiuto.
Poi la mia classe ebbe la fortuna di inaugurare nel 1996 la riuscita serie delle tragedie greche messe in scena dagli studenti. Quando arrivava il periodo dell’anno in cui si faceva teatro, tutti si davano da fare e cercavano a tutti i costi di contribuire a un evento così bello, del quale andavamo fieri. Addirittura, le stesse tragedie che si dovevano mettere in scena venivano studiate con più partecipazione e senza dubbio anche il meno portato della classe era portato ad apprezzare i messaggi che da esse ci giungevano.

Dalla formazione poi discende anche il discorso di Tore, di cui ricambio il saluto.
Sarebbe bello che le persone che lavorano al contatto col pubblico, fossero in grado di esprimersi in lingua tanto con gli algheresi che con i catalani. Anche perché forse il giro d’affari delle attività ne gioverebbe.
Prolisso come sempre. Gavino

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#7 05-07-2009 00:35

Gavino Balata
Utente

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Aquí estem!
Amb molt de gust veig que a poc a poc el tòpic comença a estimular les opinions de la gent.

Proposo però, amb el vostre permís, una novetat. Obrim un altra discussió on tots podem posar els nostres dubtes de gramàtica, d’ ortografia etcètera. Qui en sap i en té gana, vos podrà respondre, a partir del fet que aquí tots sem alumnes. A més, si a mig nostre hi ha un professor o alguna persona que en sàpiga un poc més, encara millor... el “cooptarem” i ens ajudarà  a veure-hi més clar i a fer menys errors.

En tornar a l’argument, he trobat interessants les idees i les històries que estan arribant i espero que, amb la vostra col•laboració (feu girar la veu!!), també els altres puguin afegir llur contribució.

En particular el comentari de l’ Alessio, diu coses, en la meva opinió tan clares com compartibles. 
Jo penso que l’alguerès en les escoles sigui el gran objectiu que tenim de assolir.
L’ Alessio justament diu, amb la situació actual i l’estat en què es troben els nostres joves i les escoles, hi ha altres prioritats per gastar-se els (pocs) diners públics. Estic d’acord però no només pel motiu monetari.
En fet, l’alguerès en les escoles té d’entrar de manera obligatòriament facultativa. I perdoneu-me l’ oxímoron.
Vull dir que, si hi ha una cosa que podem aprendre de l’experiència catalana, és que la manera per fer odiosa una llengua és imposar-la.
Durant el franquisme, el català era prohibit; no es podia parlar a les oficines públiques i al carrer. En canvi, l’espanyol era obligatori. Amb el resultat que en les llars, a la nit, la gent tancava les portes i les finestres i murmurejava en català, enfortint el rancor per la dictadura representada també per l’espanyol(que seria més correcte definir Castellà).

Per això crec que, si hem de pressionar per introduir l’alguerès a les escoles, això s’ha de fer deixant als estudiants i a llur famílies la possibilitat de triar si dedicar-se a aquesta llengua lliurament, per esperit de participació, per amor de la cultura o per curiositat. Així com ja es fa amb el teatre, l’esport, la música i les altres activitats extra curriculars.
Jo he fet el liceu clàssic i mai he entès cap dels meus companys d’escola, tampoc els millors o els més masoquistes , dir ”qui goig, ara hi ha la prova de llatí, no veig l’hora...!” o bé ”vinga! Ara ens fem tres horetes de grec, espero que el professor m’interrogui!!”. Això perquè el llatí i el grec eren imposats, i un adolescent reacciona a les imposicions amb el rebuig.

Successivament, la meva classe tingué la sort d’estrenar al 1996 l’ afortunada sèrie de les tragèdies gregues posades en escena pels estudiants. Quan arribava el període de l’any en què es feia teatre, tots es posaven a treballar i intentaven de totes maneres de contribuir a aqueix esdeveniment tan bell, del qual érem tots orgullosos. Fins i tot les mateixes tragèdies que s’havien de representar, les estudiàvem amb més participació i sense dubte, també la persona menys apte de la classe, era encoratjat a apreciar els missatges que aquestes obres ens enviaven.

També la proposta de Tore, al qual  retorno el salut, és relacionada amb el tema de la formació.
Seria bo que les persones que treballen a contacte amb el públic, fossin capaces d’expressar-se  en llengua, tant amb els algueresos com amb els catalans. També perquè potser el volum de negocis de les botigues en tindria avantatges.

Prolix com sempre. Gavino

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#8 05-07-2009 02:02

Daniele Addis
Utente

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Ciao Gavino,
l'argomento è interessante  e mi rammarico di non essere ferrato in algherese o catalano, quindi non sono in grado di esprimermi in quella bellissima lingua.

Peró un'idea me la sono fatta del perché l'algherese stia lentamente, ma inesorabilmente, scomparendo: non serve. Nella situazione attuale in cui le merci ci arrivano quasi esclusivamente dalle penisola italiana, della quale noi, volenti o nolenti, siamo sudditi, l'algherese ha ben pochi stimoli per dedicarsi alla propria lingua.
Se togliamo i mesi estivi in cui un negoziate, tra un inglese, uno spagnolo, un tedesco ed un francese, si trova ad avere a che fare con un catalano, è l'italiano la lingua che serve per comunicare, per vivere e per lavorare. Ci si puó appellare quanto si vuole all'amore per la cultura ecc..., ma se per mangiare l'algherese non è strettamente necessario, allora solo poche persone amanti della lingua avranno interesse a preservarlo.

Diverso sarebbe il discorso se la Sardegna avesse la sovranitá necessaria per commerciare con la Catalogna ed il resto della Spagna senza dover necessariamente passare per i grandi distributori milanesi. In quel caso la Generalitat de Catalunya avrebbe un senso molto piú pratico di quello attuale ed Alghero potrebbe essere la porta del commercio tra la Catalogna e la Sardegna. Gli stimoli per tenere viva la lingua non mancherebbero in quanto si potrebbero spalancare le porte per nuove attivitá ed oltre ai turisti dovremmo avere a che fare con uomini d'affari catalani che ci farebbero visita non solo d'estate per godere del nostro mare, ma anche tutto il resto dell'anno per lavoro.

Ma fino a che saremo legati a doppio filo con un padrone che decide per noi, l'algherese sará destinato ad essere tenuto in vita da pochi volenterosi.

Ciao

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#9 05-07-2009 10:06

Re: L'algherese ci interessa veramente?

En hora bona!

Després de més o manco tres anys, torno a escrivir en aquest fòrum!, no és una acció coherent, la mia, perquè havia dit que no fora més escrivit, amb les regles que eren estades fetes. Però l’obertura de aquest nou fil me convida a tornar.
L’Alguerés?: podem ésser optimistes o pessimistes, jo faç part d'aquesta última categoria, però això no me ferma de  fer calqui cosa, per cercar de allongar la vida a la nostra llengua. Lo problema que me so posat i me l’ poso cada dia és aquell, treballar per qui? o per cosa? . So arribat a calqui i so arribat en aqueixes conclusions personals: no se pot defendre l’alguerés per moneda, o millor diure en canvi de moneda, no és cosa que mos podem permetre; no se pot defendre l’alguerés per tendre reconeixement a Catalunya o en altre lloc, se lo volem fer és sol per l’Alguer i pels algueresos; també la paraula defendre no crec que sigui més adequada, la substitució lingüística és estada feta tants anys enrere, quan l'escolarització de massa ha triat l’italià com llengua primària, mos trobem avui en la necessitat de tornar a introduir l’alguerés en les cases, en les botigues i als comerços, als carrers, als oficis, en les escoles.
Hi ha tanta feina de fer, hi ha reflexions col·lectives que tenen d’ésser fetes, per millorar, valutar los resultats i los errors, hi ha de unificar, en un projecte compartit, les poques i precioses forces que hi són, les últimes de algueresos parlants han jumpat lo setanta anys d’edat  són les últimes llanties enceses i l’oli és quasi acabat.


Salut i bona sort

A mos veure

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#10 05-07-2009 10:14

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Io invece mi sono fatto una mia idea...
An casa nostra, finza de patitucius, lu babbu, la mamma i la iaia mus palavan an algares, palant eglius, palavan solo algares, i es per asciò que avui pal an algares al carrè a ma altrus q palan, ascrivilu nol sep scriura i asciò es un peccat.
Avui no sep si ancara astanan genitolz q palan an algares a lus filz...
La primera scora pe l'algares, es la casa, la famiria.....
Ciau, bon dia a tots


Nicola

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#11 05-07-2009 11:11

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Jo no crec que hi sigui una cosa de fer primer i altres de fer després, son totes coses de fer, i cada u te de fer la sua part. Tu saps escrivir l’alguerés, com lo sap escrivir Tore, perquè si tu comprens alló que jo escriv i jo comprenc allò que escrius tu, on està lo problema ?  que no mos comprenen los catalans? i qui se n’ futi.


Salut i bona sort

A mos veure

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#12 05-07-2009 11:55

Gavino Balata
Utente

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Intervenció d'en Francesco, rebuda a l'adreça ituquepenses@gmail.com

Ciao Gavino,
Mi chiamo Francesco, ho 24 anni e sono nato e cresciuto ad Alghero.

Hai tutta la mia stima per esserti rivolto direttamente ai cittadini algheresi riguardo la questione linguistica. Premetto che non scriverò in algherese vista la mia misera conoscenza del Dialetto.

Appartengo ad una generazione che considero “sfortunata” sotto l’aspetto della conoscenza dell’algherese poiché, possiamo dire di non averlo vissuto. I nostri genitori non ci hanno mai parlato in Dialetto, a casa l’unica lingua è sempre stata l’italiano, a parte quando li facevamo incazzare…

Non sto ad interrogarmi sul perché non ci sia stata tramandata questa identità e ad oggi, accorgermi che a stento capisco l’algherese parlato dai nonni e che tra gli amici non viene parlato assolutamente, avverto il pericolo che questa eredità possa andare persa. Per esprimere questo malessere vorrei riportare i versi del poeta siciliano Igniazio Buttitta:

Lingua e Dialetto

Un populu                 Un popolo

mittitilu a catina            mettetelo in catena

spugghiatilu                spogliatelo

attuppatici a vucca,            tappategli la bocca

è ancora libiru.            È ancora libero


   
Livatici u travagghiu            Toglieteli il lavoro

u passaportu                il passaporto

a tavola unni mancia            la tavola dove mangia

u letto unni dormi,            il letto dove dorme

è ancora riccu.            È ancora ricco



Un populu,                Un popolo,

diventa poviru e servu,        diventa povero e servo

quannu ci arrobbanu a lingua     quando gli rubano la lingua

addutata di patri:            avuta in dote dai padri

è persu pi sempri.            È perso per sempre

Penso che i versi si spieghino da soli…
Ciò che bisogna fare è ritornare a parlare l’algherese,  purtroppo non basta avere le vie con il doppio nome ecc… Sembra banale ma fino a quando non si tornerà a parlare in Dialetto, questo non potrà sopravvivere e sarà destinato all’estinzione con il cambio generazionale.

Se la maggior parte di ragazzi sotto i 30 non conoscono l’algherese è necessario:
−    Un interesse da parte loro a voler riscoprire un loro patrimonio e caratteristica unica in Italia
−    Uno sforzo da parte dei nostri padri, zii e nonni a tornare a parlarci in algherese, così come si faceva tanti anni fa.

Ultima modifica di Gavino Balata (05-07-2009 11:56)

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#13 05-07-2009 12:00

Carmelo Zedda
Utente

Re: L'algherese ci interessa veramente?

bonjour
sono andato a Barcellona il mese scorso ( la prima volta ci sono andato nel 1990 ) , e ho potuto constatare oggi come allora che nessuno conosce Alghero.. ho cercato di  parlare con gente comune  incontrata nei ristoranti , bar , negozi, musei..non capivano il mio algherese e mi rispondevano in altre lingue dal francese all'inglese passando dallo spagnolo all'italiano...
la mia lingua madre non è il catalano ma bensi l'algherese che ho sempre sentito in casa , ad Alghero o in Francia...
io dico che ha raggione il Signore Enrico..chi se ne frega !
abbiamo sempre vissuto in parallelo con i catalani spagnoli...continuamo cosi.

a bientôt
carmelo

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#14 05-07-2009 13:12

Gavino Balata
Utente

Re: L'algherese ci interessa veramente?

Carmelo Zedda ha scritto:

bonjour
sono andato a Barcellona il mese scorso ( la prima volta ci sono andato nel 1990 ) , e ho potuto constatare oggi come allora che nessuno conosce Alghero.. ho cercato di  parlare con gente comune  incontrata nei ristoranti , bar , negozi, musei..non capivano il mio algherese e mi rispondevano in altre lingue dal francese all'inglese passando dallo spagnolo all'italiano...
la mia lingua madre non è il catalano ma bensi l'algherese che ho sempre sentito in casa , ad Alghero o in Francia...
io dico che ha raggione il Signore Enrico..chi se ne frega !
abbiamo sempre vissuto in parallelo con i catalani spagnoli...continuamo cosi.

a bientôt
carmelo

Bonjour Carmelo, ça va?

Anch'io quando vado a Barcellona ho problemi a parlare in algherese. A dire il vero ho problemi a parlare anche in catalano"standard". Questo perché a detta dei barcellonesi stessi, la capitale è il luogo meno indicato per parlare in lingua.

Io credo di sapere il motivo: Quando andiamo a Barcellona con chi parliamo nella maggioranza dei casi? Camerieri, addetti al ricevimento, commesse, tutta gente che nella maggior parte dei casi è immigrata o da altre parti della Spagna o dal sud America.Gente che per lavoro parla lo spagnolo anche se capisce il catalano, e probabilmente non ha idea di dove sia L'Alguer. Fermo restando che sul luogo di lavoro questa gente non ha tempo di dedicarsi a faccende linguistiche.(immaginiamoci una commessa di un negozio di intimo che discute sul perché mutande in algherese si dice mudandes(murandas) e in catalano si dice calçotets)

Da parte dei Barcellonesi DOC invece, alle volte c'è una specie di remissività, quando sentono una lingua che assomiglia alla loro ma suona in maniera differente e allora pensano, sbagliando, che forse, visto che siamo italiani, capiamo meglio lo spagnolo.

Ma basta spostarsi un po', andare a Girona, Manresa, Sabadell, Sitges, Lleida, Vic, eccetera, luoghi che a volte non assorbono la massa di turisti che va in Catalogna(forse Sitges si perchè è sul mare) e noteremo che la gente
A) parla quasi sempre catalano
B) sono più propensi a fare uno sforzo con gli algheresi, specialmente se abbiamo la cura di dirgli prima da dove veniamo(e vedrete che faccia faranno).
____________________________________________________________________

Bonjour Carmelo, ça va?

jo també quan vaig a Barcelona tenc problemes a parlar en alguerès. Per dir la veritat tenc problemes també en parlar en català"estàndard". Això passa perquè, dit pels Barcelonins mateixos, la capital és el lloc menys apte per parlar la llengua.

Jo crec de saber-ne el motiu: quan anem a Barna, amb qui parlem en la majoria de les vegades? Cambrers, recepcionistes, venedores, tota gent que en molts casos és immigrada tan des d'altres parts d'Espanya, com des del Sud Amèrica. Gent que per treballar empra el castellà tot i que entén el català i probablement no té ni idea d'on es trobi l'Alguer. I considerant que al lloc de treball aqueixa gent no té temps de dedicar-se a discussions lingüístiques (te la imagines una venedora d'una botiga de roba íntima que raona sobre perquè "mutande" en alguerès es diu mudandes(murandas) i en català es diu calçotets).

Per part dels Barcelonins DOC en canvi, de vegades hi ha una mena de por quan senten una llengua que se sembla a la seva, però sona de manera diferent, i aleshores pensen, equivocant-se, que potser, com que sem italians, entendrem millor l'espanyol.

Tanmateix és suficient de desplaçar-se un poc i anar cap a Girona, Manresa, Sabadell, Sitges, Lleida, Vic, etcètera, llocs que a vegades no absorbeixen la massa de turistes que se'n va a Catalunya, (o potser Sitges sí perquè és a la vora de la mar) i notarem que la gent del lloc:
A) parla quasi sempre català
B) estan més propensos a fer un esforç amb els algueresos, especialment si tenim la cura de dir-los d'on venim abans(i veureu quina cara que posaran).

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#15 05-07-2009 14:13

Gavino Balata
Utente

Re: L'algherese ci interessa veramente?

un altre missatge

Es bell parlar de l'algueres, de l'escola , de l'agermanament, del català, de iniciatives, de viatges politcs i culturals, de com ensenyar al popul la llengua pròpia;
hi ha gent que se umpli la boca de tantes propostes i de tantes solucions, ma quant se troba al moment de decidir si a la propia criatura parla-li en italià o en algueres ecco que sa decidi per la llengua "mare" :l'italià.
gracias i excusa per la grafia
sergio

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